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Mare Fuori 6 su Rai 2 delude in chiaro: ascolti flop mentre Battiti Live su Canale 5 trionfa

Mercoledì sera, Mare Fuori 6 ha fatto molto meno rumore del previsto. La serie, ambientata nel carcere minorile di Napoli e solitamente una certezza per Rai 2, ha faticato a catturare l’attenzione nel suo passaggio in chiaro. Nel frattempo, su Canale 5, Battiti Live Spring ha brillato, conquistando il pubblico con numeri ben oltre le previsioni. Non si tratta solo di una gara tra programmi: dietro questi dati si intravede un cambiamento profondo nelle abitudini televisive degli italiani.

Mare Fuori 6: successo su RaiPlay, flop in chiaro

La sesta stagione di Mare Fuori è arrivata su RaiPlay il 26 marzo 2024 con tutti gli episodi disponibili in una volta sola. Una scelta che ha permesso a molti di vedere la serie in anticipo, e questo ha pesato sul debutto su Rai 2, andato in onda il 29 aprile. La prima puntata ha raccolto appena 737.000 spettatori, pari al 4,9% di share, uno dei peggiori risultati mai visti per la serie in chiaro. Per una rete generalista in prima serata e per un titolo così consolidato, è un dato che non può passare inosservato.

Il problema sta proprio nel modo in cui si combinano piattaforma digitale e televisione tradizionale. Chi ha già visto la serie su RaiPlay non ha motivi per seguirla di nuovo su Rai 2. Dall’altra parte, chi guarda ancora la tv “vecchio stile” è probabilmente una fetta sempre più piccola e meno abituata allo streaming. Mettere insieme questi due pubblici con una strategia “prima streaming, poi tv” rischia di far perdere valore all’appuntamento in chiaro, svuotandolo di forza.

Serata in chiaroscuro: Battiti Live stravince, Mare Fuori arranca

Guardando tutti i dati della serata, il calo di Mare Fuori è netto, sia in termini di share che di spettatori. Canale 5 con Battiti Live Spring ha conquistato il 19,5%, confermandosi un prodotto forte e in crescita nel panorama dell’intrattenimento musicale. Rai 1 si è fermata al 9,3% con Siamo Danza, mentre Rai 3 si è difesa bene con Chi l’ha visto? al 10%, una performance in linea con le sue medie. La7 ha chiuso con il 7,1% grazie a Una giornata particolare.

Il 4,9% di Rai 2 non è un disastro assoluto per una rete minore, ma rispetto al passato di Mare Fuori è un segnale preoccupante. Le stagioni precedenti avevano sempre fatto molto meglio. Questo calo spinge a riflettere sulle strategie attuali, soprattutto se si pensa al confronto con programmi diversi ma più seguiti.

Streaming prima, tv dopo: un rischio per la Rai

La Rai ha scelto di lanciare molte sue serie, tra cui Mare Fuori, Mina Settembre e Doc nelle tue mani, prima su RaiPlay e solo dopo in chiaro. L’obiettivo è chiaro: far crescere gli abbonati alla piattaforma e arricchire il suo catalogo con contenuti esclusivi, spostando parte del pubblico verso lo streaming. Ma i numeri mostrano che questa strategia cambia il valore degli appuntamenti in chiaro, che diventano meno seguiti.

Il pericolo è che la tv tradizionale diventi un mezzo destinato a chi è meno digitalizzato, spesso più anziano e meno attivo sui social. Un pubblico importante, certo, ma meno influente in termini di tendenze e consumi. Questo potrebbe impoverire l’offerta percepita dei canali generalisti e cambiare il modo stesso di valutare il successo di una serie.

Mare Fuori 6 su RaiPlay: il successo che non si vede in tv

Nonostante il flop in chiaro, Mare Fuori 6 resta un successo su RaiPlay. La Rai ha comunicato che la serie ha avuto una risposta molto positiva sul digitale, dimostrando che il prodotto continua ad attirare pubblico e interesse. Il problema è che il modo di guardare la tv si sta spostando sempre più verso il digitale.

Resta da capire qual è la priorità della Rai: puntare a far crescere la piattaforma streaming o mantenere un pubblico fedele sulla tv tradizionale. Il bilancio tra queste due realtà è fondamentale, soprattutto considerando che ogni stagione costa in media sette milioni di euro e che Mare Fuori è ormai un marchio importante nel panorama televisivo italiano.

In vista della settima stagione, in sviluppo nel 2024, quel misero 4,9% in chiaro è un campanello d’allarme che la Rai non potrà ignorare. Trovare un equilibrio tra piattaforma e tv generalista resta la sfida più grande, con ripercussioni inevitabili sugli ascolti e sulla programmazione dei contenuti più importanti.

Redazione

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