All’improvviso, chi ama animare le chat con le GIF si è trovato davanti a una sorpresa. Google ha chiuso l’accesso alle API di Tenor per tutte le app che non sono sue. In altre parole, quelle applicazioni di terze parti che prima potevano attingere al ricco archivio di GIF di Tenor, ora devono rinunciare a questa possibilità. Le GIF di Tenor, insomma, restano a disposizione solo nelle app firmate Google. Un cambio netto, che rischia di cambiare il modo in cui milioni di utenti condividono le immagini animate.
Google, che ha comprato Tenor nel 2018, ha spento la possibilità per gli sviluppatori esterni di usare le API per accedere alle GIF. Queste interfacce permettevano di inserire le GIF di Tenor in app di messaggistica, social e altro. Ora invece la funzione è riservata solo ai prodotti Google, come Gboard e Google Messages.
Dietro la scelta c’è la volontà di tenere il controllo e monetizzare meglio: limitare l’accesso alle proprie app significa mantenere il traffico interno e offrire un’esclusiva sugli sticker e le GIF più usate dagli utenti.
Dal punto di vista tecnico, Google ha dovuto rivedere tutta la gestione delle autenticazioni API e le modalità di distribuzione delle GIF, per evitare che app esterne aggirassero il blocco.
Chi usava app che si appoggiavano alle API di Tenor – client di messaggistica alternativi o social con funzioni per le GIF – si trova ora senza quel servizio. Gli utenti non potranno più cercare o caricare GIF da Tenor, dovendo accontentarsi di contenuti standard o rivolgersi ad altre piattaforme.
Gli sviluppatori, invece, devono correre ai ripari. Molte app hanno già annunciato aggiornamenti per spiegare perché mancano più le GIF di Tenor. Per loro si tratta di rimuovere il supporto o trovare nuove soluzioni, come Giphy o altri archivi che ancora offrono API.
La comunità degli sviluppatori ha reagito con qualche malumore, soprattutto per il breve preavviso e la complessità tecnica richiesta per adeguare i servizi.
Il mondo delle GIF online resta in fermento. I grandi nomi del digitale rivedono spesso le loro strategie sui contenuti dinamici. Google, con Tenor, è uno dei leader del settore, ma ora punta a concentrare l’accesso all’interno dei propri prodotti.
Limitare le API solo ai canali ufficiali cambia le carte in tavola, costringendo molte app di terze parti e servizi di chat a rivedere le proprie funzionalità legate alle GIF.
Nei prossimi mesi sarà da vedere se anche altri big seguiranno questa strada, puntando a contenuti protetti e integrati solo nei loro ecosistemi, con meno apertura verso l’esterno.
Per ora gli utenti devono scegliere: rinunciare alle GIF in alcune app o affidarsi alle soluzioni Google. E gli sviluppatori sono alla ricerca di nuovi modi per far arrivare contenuti animati nei loro prodotti.
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