Provate a dare un’occhiata all’app Meteo di Windows 11 mentre gira in background: potrebbe consumare fino a 1,2 gigabyte di RAM. Sembra assurdo per un programma che dovrebbe solo mostrare le previsioni del tempo, e invece è proprio così. Dietro a questo “appesantimento” c’è WebView2, una tecnologia Microsoft che inserisce contenuti web nelle applicazioni desktop. Non solo: la pubblicità integrata dentro l’app fa il resto, aumentando il carico sulle risorse del sistema. Insomma, dietro la semplicità dell’interfaccia si nasconde un consumo di memoria ben più alto di quanto si immagina.
WebView2 si basa sul motore di Microsoft Edge e serve a integrare contenuti web dinamici dentro le applicazioni native di Windows. Nell’app Meteo di Windows 11, questo elemento viene usato per mostrare dati, grafica e anche gli annunci pubblicitari che arrivano da internet. Il vantaggio è che i contenuti si aggiornano in tempo reale senza dover aggiornare l’app. Ma questo ha un prezzo: l’uso della memoria aumenta.
Nel caso della Meteo, WebView2 porta a caricare elementi web e script che consumano parecchia RAM, ben oltre al semplice rendering grafico. A seconda di cosa succede e degli aggiornamenti in corso, l’app può occupare centinaia di megabyte fino a superare il gigabyte di memoria. Questo può diventare un problema soprattutto per chi ha computer con poca RAM o vuole tenere sotto controllo le risorse per mantenere il sistema scattante.
Un altro aspetto che appesantisce l’app Meteo è la pubblicità integrata. Microsoft ha scelto di inserire annunci probabilmente per coprire i costi di sviluppo e manutenzione. Questi annunci non sono fissi: si caricano via web, spesso con script interattivi o animazioni che richiedono ulteriori risorse per essere gestiti.
Il mix di WebView2 e pubblicità fa sì che la Meteo consumi molta più memoria rispetto a un’app che si limitasse a mostrare i dati meteo senza elementi esterni. Chi usa altre applicazioni pesanti in contemporanea potrebbe notare rallentamenti o cali di prestazioni. Diverse segnalazioni parlano di un consumo che si aggira facilmente intorno a 1 GB, con picchi che possono toccare i 1,2 GB di RAM.
Chi ha un PC con hardware datato o poca memoria potrebbe vedere il sistema rallentare a causa di questo consumo elevato da parte dell’app Meteo. Chi invece dispone di macchine più recenti con almeno 8 GB di RAM potrebbe non accorgersene così tanto, ma resta un elemento da tenere d’occhio. In ambienti dove la massima efficienza è fondamentale, come uffici o computer dedicati a compiti specifici, questa situazione può diventare un vero problema.
L’app Meteo resta comunque utile e funzionale, ma l’uso intensivo di risorse potrebbe spingere qualcuno a cercare alternative più leggere o a disattivarla quando non serve. Ci sono anche modi per limitare la pubblicità, attraverso impostazioni di sistema o strumenti esterni, anche se su Windows queste soluzioni possono avere effetti indesiderati. La gestione del consumo di RAM resta un nodo da sciogliere, e Microsoft potrebbe intervenire nei prossimi aggiornamenti, anche in base ai feedback degli utenti.
Il confronto tra sviluppatori e utenti potrebbe portare a miglioramenti importanti nel modo in cui l’app Meteo utilizza le risorse. Microsoft potrebbe intervenire sull’uso di WebView2 o sul sistema di pubblicità per alleggerire il carico senza perdere la qualità dei contenuti. Potrebbero arrivare aggiornamenti che ottimizzano la memoria o versioni pensate per chi ha meno RAM a disposizione.
Per ora, però, la situazione resta quella descritta: un’app Meteo più pesante di quanto ci si aspetterebbe da un programma così semplice. Gli utenti sono sempre più attenti all’efficienza delle app di sistema, soprattutto in un sistema come Windows 11 dove fluidità e velocità sono fondamentali. Questo consumo di memoria elevato potrebbe essere un segnale chiaro che serve un intervento mirato sul software.
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