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Amadeus rilancia dopo il Nove: la strategia Discovery per tornare protagonista nel 2024

Quando Amadeus ha scelto il Nove come nuova casa, due anni fa, l’aria sembrava carica di promesse. Il suo debutto con Suzuki Music Star, a settembre 2024, ha raccolto ascolti modesti, ma nessuno si aspettava che sarebbe stato solo l’inizio di una lunga serie di inciampi. Poco dopo, il 22 settembre, è arrivato “Chissà Chi è?”, un tentativo di rilanciare “I Soliti Ignoti” in chiave diversa. Ma la scommessa è naufragata rapidamente: gli ascolti sono crollati, il programma è stato chiuso in anticipo. E così, al posto di un rilancio, sono arrivati pochi speciali sparsi e ospiti vip chiamati a tamponare una situazione che, giorno dopo giorno, si faceva sempre più precaria.

Tra alti e bassi: da “Chissà Chi è?” a La Corrida, un cammino a singhiozzo

Amadeus ha cercato di ritagliarsi uno spazio su un canale nuovo e ancora poco conosciuto. “Chissà Chi è?” puntava a rinnovare un format amatissimo, ma l’orario incostante e una struttura che faticava a decollare hanno condannato il programma a numeri deludenti. La chiusura è arrivata in pochi mesi, lasciando spazio a progetti più sporadici, quasi da riempitivo. In questo quadro incerto, “La Corrida” è stata una delle poche note positive. Il ritorno dello storico varietà, ora in mano a Warner Bros Discovery, ha radunato quasi un milione di spettatori, confermando il valore di Amadeus e la forza di un format consolidato. Però, questo successo non è bastato a dare una spinta al palinsesto complessivo, che nel 2025 ha subito un vero rallentamento. La mancata intesa tra Discovery e Sky ha limitato la visibilità in pay-tv, lasciando i programmi solo in chiaro, con il rischio di perdere pubblico e interesse.

Sperimentazioni e passi falsi: il difficile equilibrio tra novità e pubblico

Nel 2025 Amadeus ha provato diverse strade, con format come “The Cage – Prendi i Soldi e Scappa” e “Like A Star”, una versione italiana di “Tale e Quale Show”. Idee che sul piano creativo avevano potenziale, ma che non hanno convinto il pubblico, frenate da ascolti troppo bassi. Gli spettatori non hanno avuto tempo di abituarsi ai cambiamenti e il rischio di confusione è arrivato troppo presto, senza margini per far breccia. Di fronte a queste difficoltà, la scelta è stata quella di rescindere il contratto in modo consensuale: un addio che sancisce, dopo due anni di tentativi, un rapporto mai decollato tra Amadeus e il Nove. Il bilancio sembra più un’occasione persa che un vero fallimento. Lo stesso Amadeus ha più volte detto che questa esperienza è stata una scuola dura, forse più formativa dei suoi successi sanremesi.

Il confronto con Fazio: metodi diversi, risultati a confronto

Il paragone con Fabio Fazio, approdato al Nove con risultati più stabili, è inevitabile. Ma il successo non si spiega solo col conduttore. “Che Tempo Che Fa” nasce da un lavoro di squadra, un progetto che parte un mese prima della messa in onda e cura ogni dettaglio. Il team consolidato che segue Fazio è fondamentale per garantire continuità e qualità. Amadeus, invece, è arrivato sul Nove quasi da solo, con l’aiuto di Federico Taddia, suo storico autore dalla Rai. Senza una struttura solida alle spalle, tutto è diventato più difficile: continui cambi di format, paura di perdere pubblico, assenza di una strategia chiara a lungo termine hanno portato a un brusco calo nei risultati.

Cosa aspetta Amadeus: nuovi progetti e una nuova identità da costruire

Con la chiusura del capitolo Nove, resta da vedere cosa farà Amadeus. Resterà nel serale di “Amici”, dove è giurato fisso, ma le sue ambizioni vanno oltre. Dietro il volto noto c’è una mente piena di idee, pronta a sviluppare progetti più personali e coerenti con la sua visione artistica. Realizzare qualcosa di importante richiede tempo, un team affidabile e, soprattutto, voglia di fare. E sono proprio questi gli elementi che sembrano guidare Sebastiani, che potrebbe mettere insieme un gruppo capace di seguirlo ovunque. La prossima trasmissione affidata a lui sarà probabilmente un format che rispecchi davvero chi è, mettendo a frutto l’esperienza accumulata. Di certo, il conduttore ha acquisito una nuova consapevolezza su cosa serve per conquistare il pubblico e restare competitivo. Ora è il momento di ripartire, lasciandosi alle spalle vecchie logiche e puntando a sfide più ambiziose, radicate nella realtà della televisione di oggi.

Redazione

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