L’auto di Sigfrido Ranucci, direttore di Report, è stata fatta saltare in aria nell’ottobre 2025. Un gesto violento che ha lasciato un segno profondo, non solo sulla persona coinvolta, ma sull’intero programma d’inchiesta della Rai. Milena Gabanelli, storica conduttrice del programma, ha deciso di non tornare. Troppo pesanti le tensioni, troppo fragili gli equilibri dopo quell’attentato. In queste settimane, l’ombra di Valter Lavitola, indicato come possibile mandante, ha aggiunto un ulteriore strato di inquietudine, mettendo in dubbio il futuro di Report su Rai3. Gabanelli, però, resta ferma. Preferisce il silenzio a un ritorno che, ormai, appare impossibile.
Tutto è iniziato nell’ottobre 2025, quando Sigfrido Ranucci, allora direttore di Report, ha subito un attentato: una bomba artigianale piazzata sotto la sua auto, davanti a casa. L’episodio ha scosso il mondo del giornalismo e ha subito acceso le indagini. Dopo l’arresto di Valter Lavitola, imprenditore ed editore, gli inquirenti lo hanno indicato come il possibile mandante dell’attentato. Il movente? Ancora confuso e difficile da decifrare: secondo alcune ipotesi, Lavitola avrebbe voluto spingere Ranucci verso una carriera politica improbabile, aumentando la sua scorta. Una tesi che i legali di Ranucci bollano come “un delirante teatro della follia”, negando qualsiasi coinvolgimento del giornalista.
Le autorità hanno chiarito che Ranucci non sapeva nulla dei piani contro di lui. Però, il fatto che i due fossero amici da tempo – come lo stesso Ranucci ha ammesso – ha alimentato sospetti e dubbi tra il pubblico e la politica, mettendo a rischio la reputazione del conduttore e offuscando l’immagine di un programma che fin lì era sinonimo di serietà.
Le conseguenze dell’attentato e la figura controversa di Lavitola hanno trascinato Report e il suo direttore in una tempesta politica. Alcuni esponenti della maggioranza, con in testa il Ministro dei Trasporti e Vicepremier Matteo Salvini, hanno chiesto a gran voce l’allontanamento di Ranucci dalla direzione e dalla conduzione del programma. Il motivo ufficiale? La compromissione dell’immagine di trasparenza e indipendenza del giornalista, messa in dubbio dai suoi rapporti con Lavitola.
La Rai si trova ora nel mezzo di un difficile equilibrio: da un lato la necessità di tutelare l’autonomia dei propri giornalisti, dall’altro le pressioni politiche che non accennano a diminuire. Il Comitato Etico, guidato dall’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi, sta ancora valutando gli atti e la situazione nel dettaglio. Nel frattempo, si parla di possibili sospensioni o addirittura di un allontanamento temporaneo di Ranucci, ipotesi che ha già acceso voci e malumori dentro Viale Mazzini.
I legali del conduttore ribadiscono che non ci sono prove concrete per giustificare sanzioni disciplinari e sottolineano come Ranucci sia formalmente parte lesa. Ogni provvedimento, dicono, avrebbe più una matrice politica che giuridica. Rai si prepara dunque a una scelta delicata, con possibili ripercussioni non solo sul futuro di Report ma anche sulla sua reputazione.
Tra le novità di queste settimane spicca la posizione netta di Milena Gabanelli, anima storica di Report prima di lasciare il programma. Intervistata da Il Giornale, ha confermato di aver ricevuto proposte dalla Rai per tornare alla conduzione e alla direzione del programma. La sua risposta è stata un no chiaro e senza appello. Gabanelli ha spiegato di voler evitare ulteriori polemiche legate alla vicenda Ranucci, manifestando rispetto per il collega e sottolineando la delicatezza del momento.
Con questa scelta si chiude per lei un capitolo importante, nonostante l’importanza che Report ha avuto nella sua carriera. Il rifiuto di Gabanelli lascia un vuoto di leadership proprio quando il programma ne avrebbe più bisogno. Rai sembra pronta a cercare altre strade, ancora da ufficializzare, per assicurare continuità e qualità al programma.
Intanto, Ranucci continua a lavorare sulle nuove puntate previste per l’autunno, ma la sua posizione resta incerta, sospesa tra le pressioni politiche e l’ombra ancora aperta delle indagini. Il futuro di Report è appeso a un filo, mentre la tensione dentro la Rai cresce giorno dopo giorno.
La vicenda non sembra vicina a una soluzione rapida. Tra inchieste, richieste politiche e decisioni aziendali, Report resta al centro di uno scontro che tocca la libertà di stampa, le relazioni personali e le dinamiche di una delle reti pubbliche più importanti del Paese. La partita è aperta e si gioca su più fronti, tenendo alta l’attenzione di addetti ai lavori e pubblico.
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