Era il 2013 quando Enrico Mentana, con lo smartphone in mano, trasmise una diretta che cambiò per sempre il modo di fare telegiornale. Non si trattava più di leggere notizie in modo distaccato, ma di raccontare la realtà in tempo reale, coinvolgendo il pubblico come mai prima. Mentana non è stato solo un volto noto della tv italiana: ha trasformato il TgLa7 in un appuntamento imprescindibile, capace di vivere con l’energia delle maratone elettorali, quelle che tengono milioni di persone incollate allo schermo per ore. La sua rivoluzione va oltre la tecnica, è un salto di qualità nel modo stesso di fare informazione, rendendola più vicina, più immediata, più vera.
Mentana si è fatto le ossa negli anni ’80 e ’90, iniziando al Tg1 di Rai, dove si è distinto soprattutto per i reportage dall’estero. Uno dei suoi primi scoop a livello nazionale fu il matrimonio tra il Principe Carlo e Lady Diana, un evento che gli diede grande visibilità. La sua carriera è proseguita poi a Mediaset, una vera palestra che gli ha permesso di affinare uno stile diretto, veloce e coinvolgente.
Il vero salto però arriva con il passaggio a La7, l’emittente di Urbano Cairo. Qui Mentana ha avuto carta bianca per riscrivere il telegiornale serale. La7 era una realtà in crescita, ma doveva farsi strada su un pubblico più ampio e internazionale, guadagnando autorevolezza senza perdere freschezza. Mentana ha raccolto la sfida, creando un giornalismo televisivo capace di coniugare rigore e ritmo.
La vera rivoluzione che Mentana ha portato in La7 riguarda il rapporto tra cronista e tecnologia. Già agli inizi degli anni 2000, quando lo smartphone era ancora una novità, ha capito il valore di avere fonti immediate e aggiornamenti in tempo reale. Lo studio del TgLa7 è diventato un set moderno, con un grande numero 7 che faceva da scrivania multitasking, dietro la quale scorrevano i lanci d’agenzia su schermi e palmari.
La novità più evidente è stata però l’uso dello smartphone in diretta. Non più nascosto dietro le quinte, ma uno strumento in primo piano con cui leggere i social, raccogliere anticipazioni, aggiornamenti freschi. Questo ha trasformato il ruolo del giornalista: da semplice lettore delle notizie a interprete attivo, capace di seguire gli eventi in tempo reale con un approccio che ha fatto scuola.
Anche gli inviati sul campo hanno adottato questo metodo: microfono in una mano, smartphone nell’altra, sempre connessi per dare notizie fresche. Da qui è nato un modello di informazione sempre più “live”, che rispecchia la velocità del mondo di oggi.
Tra tutte le innovazioni, la “maratona elettorale” è forse il format simbolo della rivoluzione targata Mentana. Dal 2011 in poi, questa lunga diretta senza pause ha cambiato il modo di raccontare le elezioni italiane ed europee. Non è solo informazione, è una vera e propria prova di resistenza: ore e ore di aggiornamenti costanti, collegamenti, interviste e commenti con esperti.
La maratona è diventata un appuntamento fisso, capace di tenere incollati milioni di spettatori con un racconto che unisce cronaca e approfondimento. Il confronto serrato tra politici e protagonisti del voto si svolge senza interruzioni, facendo del TgLa7 un osservatorio politico sempre acceso.
Il successo si è visto anche negli ascolti, con risultati spesso superiori agli altri canali generalisti e persino alle Pay TV. Questo format ha consolidato Mentana come punto di riferimento per il racconto elettorale e ha dato un’identità forte al telegiornale.
I dati parlano chiaro. Quando Mentana ha preso in mano la direzione del TgLa7, lo share era intorno al 5%. In pochi anni, grazie alla sua guida, è quasi raddoppiato, superando il 9,5% in alcune stagioni e raggiungendo picchi storici. A novembre 2011, la fascia serale ha toccato il 14,5% con quattro milioni di spettatori.
Anche negli ultimi anni il Tg ha mantenuto la sua posizione, crescendo nel 2024 fino a toccare il 7,1% di share e migliorando la sua presenza digitale con un aumento del 16% rispetto all’anno prima. La maratona elettorale, in particolare, ha sfiorato il 15% di share, dimostrando quanto questo tipo di copertura sappia coinvolgere un pubblico vasto e attento.
Questi numeri confermano che la strategia di rinnovamento, fatta di tecnologia e narrazione, continua a dare risultati. L’integrazione con i social e il contatto diretto con gli spettatori ha trasformato il Tg in un prodotto dinamico e al passo con i tempi.
Il 23 dicembre 2026 chiuderà un’epoca per La7 e il suo telegiornale: Enrico Mentana lascerà la direzione dopo 15 anni. Un momento importante che segna la fine di un capitolo che ha cambiato il giornalismo televisivo italiano. Ora l’emittente dovrà trovare nuove energie per mantenere la posizione raggiunta.
Mentana intanto guarda avanti, pronto a esplorare nuovi campi nella comunicazione e nell’informazione. La sua eredità resta però solida: un modello di telegiornale moderno, che si adatta alle esigenze del pubblico e alla velocità dei nuovi media. Mentana e Urbano Cairo, il proprietario di La7, si troveranno ora su strade diverse, ma entrambi con l’obiettivo di spingere oltre i confini tradizionali il racconto delle notizie in tv.
Questo cambio di scena apre una nuova fase nel panorama televisivo e giornalistico italiano, dove i metodi inventati e consolidati da Mentana continueranno a influenzare il modo di fare informazione. Il racconto delle notizie evolve sempre, proprio come è successo in questi anni, con dirette illuminate da uno smartphone e da una conduzione esperta.
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