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Neverness to Everness Recensione: Il nuovo free to play urbano tra open world e azione intensa

Una città aperta, combattimenti frenetici e… tanta, troppa ripetitività. “Neverness To Everness” si presenta come un free to play ambizioso, capace di mescolare l’esplorazione urbana con un’azione a ritmo serrato. Sul piano delle promesse, il gioco non manca di attirare l’attenzione: muoversi liberamente tra le strade e lanciarsi in sfide adrenaliniche è senz’altro un’idea allettante. Però, una volta entrati nel vivo, emerge una sensazione di déjà-vu. Chi cerca una trama avvincente o meccaniche innovative potrebbe rimanere deluso.

Una città aperta che fatica a sorprendere

Il fulcro di Neverness To Everness è un open world cittadino pensato per spingere a esplorare e muoversi liberamente. Ci si ritrova a girare per una metropoli ben dettagliata, tra strade, edifici e piazze dove scovare missioni secondarie, collezionabili e altri classici del genere. L’idea è di avere una città viva, con personaggi non giocanti che interagiscono e un ambiente dinamico con meteo e giorno che cambiano in tempo reale.

Peccato però che, col passare del tempo, tutto questo finisca per sembrare un po’ ripetitivo. Le zone della città non hanno tratti distintivi forti e spesso cadono nel generico. La sensazione che si prova è quella di vagare in un mondo troppo costruito, poco capace di emozionare e di invogliare a scoprire ogni angolo.

Anche le attività in-game, come missioni e sfide, non riescono a brillare. Tutto si svolge su binari abbastanza prevedibili, senza meccaniche che coinvolgano davvero o scelte che cambino il corso della partita. Insomma, manca quel qualcosa in più che caratterizza i titoli più riusciti.

Combattimenti spettacolari ma senza un’anima

Uno dei punti di forza su cui punta Neverness To Everness è il sistema di combattimento, pensato per offrire azioni rapide e di grande effetto. Si passa dai duelli corpo a corpo agli scontri a distanza, con animazioni fluide e effetti visivi curati. I comandi rispondono bene e le mosse speciali si concatenano in combo che colpiscono anche i più esperti.

Ma questo spettacolo visivo non basta a rendere i combattimenti davvero memorabili. Manca una componente tattica profonda e un sistema di crescita originale, e così la modalità perde varietà e longevità. Nemici e boss non propongono schemi particolarmente innovativi, per cui gli scontri diventano presto ripetitivi e poco stimolanti.

Il modello free to play spinge anche su equipaggiamenti e potenziamenti, ma l’equilibrio tra difficoltà e progressione non convince del tutto: si passa rapidamente da momenti intensi a fasi molto più facili, dove l’azione perde mordente. Questa scalata artificiale tende a sminuire l’esperienza complessiva.

Tra ambizioni e limiti: cosa aspettarsi nel 2024

Neverness To Everness arriva nel 2024 come un esperimento ambizioso che cerca di mescolare generi e meccaniche molto popolari nel mondo dei videogiochi. L’idea di usare un open world urbano come sfondo per combattimenti spettacolari ha il suo fascino, e il gioco può attirare chi vuole qualcosa di accessibile, piacevole da vedere e gratuito.

Dall’altra parte però, i limiti nella trama e nella profondità di gioco fanno sorgere dubbi sulla capacità del titolo di tenere vivo l’interesse a lungo. I free to play puntano spesso su sessioni brevi e ritornanti, ma per riuscirci serve qualcosa di più sostanzioso. Senza un’identità forte e una progressione ben calibrata, il rischio è che il gioco venga abbandonato in fretta.

Il mondo urbano digitale di Neverness To Everness, con i suoi spazi aperti e il combattimento frenetico, resta comunque un buon punto di partenza. Con un lavoro più approfondito sulla storia e una maggiore varietà nelle missioni, l’esperienza potrebbe migliorare molto. Per ora, resta un titolo interessante per chi ama muoversi liberamente e scatenarsi in battaglie, ma senza aspettarsi grandi novità.

Redazione

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