Hideo Kojima, il genio dietro capolavori come Metal Gear, ha scelto Roma come tappa per un annuncio che scuote il mondo dei videogiochi. Mentre molti erano distratti dal festival ‘Il Cinema in Piazza’, lui ha acceso i riflettori su un cambiamento già in atto: l’addio ai giochi su disco. Quel supporto fisico, una volta sacro per gli appassionati, sta cedendo il passo al digitale, rivoluzionando non solo il modo di giocare, ma anche quello di pensare ai videogiochi stessi.
Arrivato in Italia nel 2024, Kojima ha preso parte a ‘Il Cinema in Piazza’, un evento dedicato al cinema ma che ha voluto aprirsi anche alle nuove forme di racconto digitale. Tra incontri con i fan e confronto con addetti ai lavori, il creatore di videogiochi ha portato la sua esperienza, che da sempre si ispira al linguaggio cinematografico.
Il suo ruolo è andato oltre quello di semplice ospite: le sue opere sono piene di riferimenti al cinema, con montaggi e trame articolate, e questo lo ha reso un interlocutore naturale per un festival che guarda al futuro del racconto audiovisivo. Le sue parole sul destino dei supporti fisici hanno fatto da ponte tra passato e futuro di un medium in continua evoluzione.
Tra le tante domande rivolte a Kojima, una ha catturato l’attenzione: cosa ne pensa dell’annuncio di Sony che ha deciso di eliminare gradualmente i giochi su disco? Kojima ha confermato che il settore sta vivendo un cambiamento importante, guidato dalla diffusione delle piattaforme digitali e dalla maggiore facilità di scaricare i titoli direttamente.
Ha ammesso che è normale sentire un po’ di nostalgia per quei supporti fisici, che per anni hanno fatto parte della vita dei giocatori. Però il mondo va avanti e bisogna adattarsi a nuovi modi di consumare i videogiochi. Il digitale porta con sé vantaggi concreti: accesso immediato, aggiornamenti costanti, costi di produzione e distribuzione più bassi.
Il discorso di Kojima non si limita all’aspetto tecnico o economico. Cambia anche il rapporto tra giocatore e gioco, il modo di collezionare e persino come si pensa alla conservazione e ai diritti. Ha fatto l’esempio della musica e del cinema, rivoluzionati dallo streaming, per spiegare che anche i videogiochi stanno affrontando la stessa svolta.
La transizione verso il digitale non è indolore. Per decenni i giochi su disco hanno garantito una proprietà chiara, con la possibilità di rivendere o scambiare i titoli. Ora si apre una nuova era, con modalità di fruizione diverse che cambieranno il mercato globale.
Kojima ha sottolineato che la distribuzione digitale può rendere i giochi più accessibili a un pubblico più vasto, favorendo anche sviluppatori indipendenti e progetti sperimentali. Ma ha messo in guardia sulle difficoltà legate alla conservazione dei giochi digitali e all’accesso futuro, questioni ancora in attesa di risposte solide dal punto di vista legale e tecnico.
Non meno importante è l’impatto creativo. Le nuove tecnologie permettono esperienze più complesse, che uniscono interazione, cinema e narrazione in tempo reale. Il futuro dei videogiochi sarà sempre più immediato e immersivo, mentre il supporto fisico diventerà un ricordo da custodire con cura.
La tappa romana di Kojima si è chiusa lasciando sul tavolo molte riflessioni. Il passaggio dal disco al digitale è ormai una realtà ineluttabile per l’industria del gaming. Dietro questa trasformazione ci sono questioni profonde, che riguardano non solo il mercato ma anche la cultura e l’identità di un mezzo che ha rivoluzionato il modo di raccontare storie. Nel 2024, il futuro del gioco è digitale, ma non si può dimenticare da dove veniamo.
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