Il 20 ottobre 2026, alle 23.10, La7 Cinema riporta in scena Kramer contro Kramer, un classico che ha segnato un’epoca. Diretto da Robert Benton nel 1979 e tratto dal romanzo di Avery Corman, il film racconta con crudo realismo il dramma di un divorzio e la battaglia per l’affidamento dei figli. Non è solo una storia di leggi e tribunali, ma un ritratto intenso di una famiglia che si sgretola, immersa in un’America che cambia velocemente. È una narrazione di smarrimento e dolore, ma anche di quei sentimenti profondi che restano, ben oltre la fine di un matrimonio.
Da Avery Corman a Benton: un racconto famigliare senza trucchi
Kramer contro Kramer nasce dal romanzo di Avery Corman del 1977, che racconta con realismo la fine di un matrimonio. Non ci sono scene patinate, ma la monotonia, i litigi di ogni giorno, le responsabilità che cadono all’improvviso. Corman mette in luce una quotidianità fatta di sveglie all’alba, discussioni con la scuola e battaglie legali, tutto immerso in un silenzio carico di tensione. Robert Benton, regista e sceneggiatore con un occhio attento alle storie intime, sceglie di portare sullo schermo questa realtà senza effetti speciali, concentrandosi quasi esclusivamente sul nucleo domestico, il vero teatro di questo dramma.
La storia segue Ted Kramer, pubblicitario di New York preso dal lavoro, che si ritrova a dover crescere da solo il figlio Billy quando la moglie Joanna lascia la famiglia. Joanna sceglie di allontanarsi per ritrovare se stessa, spezzando una routine che stava lentamente sgretolandosi. Ted, inesperto, fatica a gestire la nuova vita: preparare la colazione, accompagnare Billy a scuola diventano sfide quotidiane. Quando Joanna torna e chiede l’affidamento, si apre un confronto legale e morale che porta la famiglia in tribunale. Il film uscì negli Stati Uniti nel dicembre 1979, quando il divorzio stava iniziando a perdere il suo alone di taboo, ma restava comunque un tema delicato e spesso stigmatizzato.
Ted, Joanna e Billy: una separazione raccontata senza facili giudizi
Il punto forte di Kramer contro Kramer è proprio la sua capacità di sfuggire a giudizi semplici. Dustin Hoffman interpreta Ted Kramer, un marito distratto, per cui il lavoro è tutto, il metro del suo valore. Quando Joanna se ne va, Ted deve imparare a prendersi cura del figlio, un compito nuovo e spesso goffo. La scena in cui prepara i french toast, prima un disastro e poi un gesto quotidiano naturale, è una delle più emblematiche: mostra come la cura si impara, con fatica e imperfezioni.
Joanna, interpretata da Meryl Streep, rischia di apparire come la madre che abbandona il figlio, ma il film la descrive con delicatezza, tra dubbi, sensi di colpa e il bisogno di ritrovare se stessa. In tribunale, la sua ammissione di “non essere stata una buona madre prima, ma di volerlo essere ora”, mette al centro un tema ancora oggi attuale: la maternità vista come diritto di crescita personale, non solo come dovere.
Al centro della storia c’è Billy, il piccolo interpretato da Justin Henry, il cui sguardo non è idealizzato. Billy non capisce del tutto cosa succede, ma sente la tensione che lo circonda. Lo vediamo nei piccoli gesti di ogni giorno: mentre fa colazione, piange o osserva il padre con crescente fiducia. Non è un simbolo astratto, ma un bambino vero, con la sua fragilità e la sua semplicità davanti a una crisi familiare.
Hoffman e Streep: una coppia d’attori che ha cambiato il modo di raccontare la famiglia
Gran parte del successo del film si deve alle interpretazioni di Dustin Hoffman e Meryl Streep. Hoffman si portò a casa l’Oscar come miglior attore protagonista grazie a un ruolo che ha rivoluzionato la rappresentazione della paternità. Ted Kramer non è un eroe idealizzato: è nervoso, severo a volte, incerto, imperfetto. Il suo cambiamento nasce dalla necessità, non da un colpo di bacchetta magica. Così il film ha raccontato una paternità fatta di impegno quotidiano, non di autorità o assenza.
Meryl Streep, all’inizio di una carriera che l’avrebbe resa una stella, vinse l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Pur comparendo meno di Ted, la sua presenza è intensa e complessa. Streep lavorò perché Joanna non diventasse un personaggio da condannare o banalizzare, ma una donna umana, con ragioni profonde. Il pubblico viene così spinto a riflettere sulle scelte di una madre che decide di andarsene per cercare se stessa.
Justin Henry, a soli otto anni, fu nominato all’Oscar come miglior attore non protagonista, diventando uno dei candidati più giovani di sempre. Non è diventato una star, ma resta legato a quel ruolo, grazie alla sua capacità di portare sullo schermo la vulnerabilità di un bambino travolto da una separazione difficile.
Quaranta anni dopo: perché Kramer contro Kramer resta un film da vedere
Nel 1980, Kramer contro Kramer vinse cinque Oscar, tra cui miglior film e miglior regia per Robert Benton. Un riconoscimento che racconta quanto quella storia abbia colpito un pubblico ampio e diversificato. Oggi, rivedendo il film, si notano i segni della sua epoca: le leggi sono cambiate, i ruoli di genere pure, così come il modo di parlare di famiglia e tribunali. Ma molte tensioni restano.
Il racconto dell’affidamento, del peso di conciliare lavoro e famiglia, delle aspettative sulla maternità e della trasformazione della paternità ha ancora molto da dire. Le parole cambiano, le norme si aggiornano, ma restano le ferite invisibili di chi vive una separazione.
L’appuntamento su La7 Cinema non è solo un tuffo nel passato. È un’occasione per riflettere su una storia che non dà risposte facili. Ted, Joanna e Billy non sono eroi o vittime da mettere su un piedistallo. Sono persone immerse nelle contraddizioni di una separazione senza soluzioni semplici. Forse è proprio questo spessore umano a mantenere Kramer contro Kramer vivo e potente, anche dopo quarant’anni.
